RADICI

Avevo avuto la stessa sensazione quando gli operai della ditta di traslochi chiusero il furgone al secondo giorno di inscatolamento. La mia vita era stata messa in quelle scatole e ormai non avevo più il controllo sulle mie cose e dovevo solo sperare di rientrarne in possesso nella loro totalità, confidando che altri trattassero quegli oggetti e quei ricordi con la migliore cura possibile e che arrivassero a destinazione ( vi confido che sognai spesso incidenti stradali gravissimi con annessi incendi e furti di Tir in autostrada, fino al giorno in cui suonarono al campanello). Una sensazione di ineluttabilità, smarrimento misto a gioia e paura.

Una settimana fa abbiamo inviato online la nostra richiesta di iscrizione all’Aire e oggi ci è arrivata la mail di presa in carico della pratica da parte del Consolato ed annessa richiesta di cancellazione dall’anagrafe del nostro comune di provenienza.

Può sembrare stupido o banale, ma ci siamo commossi. Abbiamo scelto tutto noi, ci stiamo costruendo una nuova vita qui e le cose sono andate meglio di come ce le saremmo mai sognate all’inizio, ma in quella semplice comunicazione burocratica c’è molto di più. C’è la volontà di restare ancora per anni (almeno fino alla fine del percorso scolastico di nostro figlio); c’è la scelta di far diventare tutto ufficiale e definitivo non solo tra i nostri amici e familiari, ma anche per lo Stato; c’è, a seconda di chi ci ha visti andare via, un sogno, una volontà, un salto nel vuoto, un azzardo che si è trasformato nella nostra realtà, nella nostra nuova vita.

Sono nata a Roma ed ogni volta che andavo a trovare mia nonna che abitava vicino al Colosseo sentivo un brivido; ho vissuto la mia infanzia sul mare, in un posto meraviglioso che però non ho mai sentito mio e ho sempre desiderato andarmene fin da piccola senza farne mistero; ho vissuto poi in Toscana per 9 anni al tempo dell’università, poi nella provincia romana dal cui orizzonte riuscivo a scorgere il cupolone ed anche lì brividi. Oggi, a pochi giorni dal rientro per le ferie, sento l’emozione crescere. Mi piace la nostra nuova vita, le prospettive, il nostro nuovo equilibrio e come ci stiamo integrando sempre di più. Non tornerei indietro, non cambierei le scelte fatte. Quella mail ci ha allontanato un po’ di più dall’Italia, ma ho capito che le radici le avremo per sempre e non sono ai nostri piedi, ma nel nostro cuore.

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