I DUBBI CAUSATI DAL BRANCO

E’ tornato a casa piangendo.
Il primo giorno di scuola invece l’avevo visto arrivare con un sorriso ed un entusiasmo che mi aveva scaldato il cuore.
Il problema che pensavamo di dover affrontare era la lingua quasi sconosciuta, il posto nuovo, il viaggio in bus da solo mai sperimentato, il nuovo e diverso metodo di insegnamento. Tutte queste novità le ha accettate con gioia e determinazione, mentre non riesce a sopportare il fatto di essere stato emarginato a partire dal secondo giorno di scuola.
Deriso per il fatto di non comprendere la lingua; lasciato da solo in classe senza aiuto e costretto a vagare per una scuola immensa, a chiedere in un tedesco stentato dove fosse la palestra; ha dovuto recuperare le sue scarpe di ricambio con cui ha scoperto stavano giocando a calcio e subire poi uno sgambetto cadendo rovinosamente a terra, scatenando l’ ilarità di tutti i suoi compagni; il rifiuto di potersi sedere sull’autobus o di poter giocare con gli altri durante la ricreazione; subire il furto della sua giacca preferita e tornare a casa raffreddato senza di essa.
Si sente solo, diverso, rifiutato. L’abbiamo portato fin qui per essere bullizzato.
Non era questo che immaginavamo e che desideravamo per lui.
La questione verrà affrontata. Non abbiamo intenzione di permettere a degli stupidi di rovinare la felicità di nostro figlio che ha sempre considerato la scuola come un’opportunità per imparare e stare con gli altri, mentre ora la mattina si alza già con un’ansia indicibile e con il terrore della prossima angheria.
Anche in Italia negli scorsi anni affrontammo la questione con gli insegnanti, ma in quel caso i bulli erano solo un paio; gli strapparono il libro a metà e le maestre costrinsero gli autori a prestargli a turno il loro libro e ad incollare ed usare quello ormai distrutto.
Oppure quando scoprimmo che in due occasioni avevano creato dei gruppi su whatsapp contro di lui.
Vedere TUTTA la classe che lo emargina e si prende gioco di lui, così come i compagni di calcio o gli altri studenti sul bus, sarebbe duro da affrontare anche per un diciottenne, ma per un bambino di 11 anni è veramente troppo.
Lo abbiamo educato ad essere rispettoso e tollerante, mentre qui servirebbe un pugno sul naso per risolvere le cose.
E’ sensibile e sempre sorridente e non capisce come possa essere disprezzato senza motivo o debba considerare un’offesa l’essere chiamato in coro ‘Italienisch, Italienisch’.
Qui in Germania abbiamo conosciuto tante brave persone e non sono tutti razzisti, ignoranti o cattivi. Così come in Italia non erano tutti amichevoli, socievoli o brava gente.
Il branco esiste ovunque: colpisce il debole, il nuovo, il diverso e non ha nazionalità specifica.
Mi faceva schifo nella mia nazione e fa schifo qui. Alla base c’è solo ignoranza, disadattamento e bassa autostima di soggetti piccoli che per sentirsi forti, si alleano con altri meschini ed insieme formano un gruppo in grado di colpire senza pudore e senza remore.
Non resteremo a guardare. Faremo capire agli insegnanti e alla preside che devono prendere dei provvedimenti, altrimenti avranno fallito come educatori.
Io mi ritrovo a parlarne con chiunque, tedesco o di qualunque altra nazionalità, quasi come un disco rotto. Mi sento impotente di fronte ad un’eventualità che non avevo minimamente considerato.
Ma lui è addirittura più forte di noi e non ha pronunciato neanche una volta frasi come ‘Non voglio andare più in quella scuola‘ oppure ‘Perché siamo venuti qui?’.
Ci dice solo ‘ E’ difficile, tanto difficile’, stringe i pugni e va’ avanti, quasi avesse più convinzione e coraggio di noi due genitori che, di sera, dopo aver asciugato le sue lacrime, ci chiediamo sgomenti se, portandolo qui, alla fine abbiamo preso la decisione più giusta anche per lui.

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LA PAURA ALL’IMPROVVISO

Sono seduta in un caffè di fronte al negozio che aprirà solo alle 9.
Stamattina ho accompagnato nostro figlio per il primo giorno di scuola.
Non abbiamo dormito tutta la notte per l’emozione e la preoccupazione.
E’ bravo, ha imparato tanto, ma naturalmente tutti questi cambiamenti in poco tempo, lo hanno frastornato.
Infondo è arrivato in Germania solo da pochi giorni . Forse abbiamo sbagliato e dovevamo dargli più tempo per adattarsi. e meno per studiare la lingua. O forse no.
Tutto nuovo.
Nuovi compagni in bermuda ed infradito e noi arricciati nelle nostre giacche per il freddo e la preoccupazione.
Nuova scuola, enorme; sembra una piazza in occasione di una festa delle gioventù, con quel vociare, quelle risate che esplodono all’improvviso e quei visi puliti e invincibili.
Nuovi professori: tutti molto gentili e comprensivi e capaci di farlo sentire a suo agio, parlandogli in italiano, prima di portarlo nella sua nuova classe.
Ed io che all’improvviso mi sento sola in città conosciuta, in cui mi muovo senza difficoltà, ma in cui mi sento ugualmente smarrita.
Amo questi posti, ma la barriera linguistica mi sembra di colpo insormontabile.
Forse perché so di non poter aiutare nostro figlio e questo è molto frustrante.
L’ho visto tremare stamattina al momento del suono della campanella e non ho potuto fare altro che abbracciarlo e dirgli che andrà tutto bene, anche se non lo so.
Ho potuto fare ‘solo’ la mamma.
So per certo che tra qualche mese, questo ricordo ci farà sorridere, ma oggi averlo visto andar via con la professoressa con lo sguardo indifeso e le labbra serrate, mi ha fatto provare disagio e paura.
Scusa amore, se mamma non ha imparato il tedesco prima di te.
Andrà tutto bene, little SOIG; dillo anche tu a me, ti prego.

LA NOSTRA NUOVA VITA

Eccoci qua.
Finalmente siamo in Germania stabilmente, anche se manca ancora il pezzo fondamentale: nostro figlio.
Resterà ancora qualche giorno dai nonni. Ieri sera al telefono ci ha letto un dettato. E’ stato bravo in queste settimane; il nonno ha fatto un lavoro egregio con le lezioni di tedesco e lui si è impegnato tanto, proprio come gli avevamo chiesto. Rimanendo con loro ha evitato tutto lo stress da trasloco, la confusione in casa, gli imprevisti (tanti) che ci hanno fatto compagnia in questi giorni e che ancora dobbiamo risolvere. Ha avuto tutto l’affetto, l’attenzione e la tranquillità che con noi sarebbe stato impossibile ottenere.
Dopo 10 anni abbiamo ritrovato una Germania meno efficiente di quanto ricordavamo, ma almeno i problemi li risolvono velocemente o almeno ci provano.
Leggendo tutto quello che è successo con la casa sembra quasi incredibile che siamo ancora così soddisfatti, ma è proprio così.
Gli operai della ditta della Baugrund hanno fatto un bel lavoro. Tutto pulito, bianco, rinnovato, ma nelle camere hanno dimenticato di dipingere sotto i termosifoni ed in cucina non hanno terminato di posare la fila di piastrelle su 3 muri; reclamo, presa d’atto dell’errore, sopralluogo e domani verranno a finire il lavoro, anche se la cucina è già montata.
Ahhh la cucina…nota dolente. Non ho mai visto tanti errori in un solo progetto. Il proprietario del negozio in cui l’abbiamo acquistata ha visto il profitto ricavato dalla vendita assottigliarsi sempre di più, man mano che sono emerse le sue grossolane sviste che, naturalmente, verranno da lui ripagate.
Da dove inizio? Uno sportello che non si apre del tutto perché bastava calcolare lo spazio di apertura, un pezzo mancante sul forno, un cassetto che non si chiude perché non ha calcolato lo spessore del piano cottura. E poi in sede di montaggio: la lavastoviglie non fissata bene che sbatte al piano di lavoro e aprendola fa staccare il battiscopa; il piano cottura non collegato nel modo migliore e quindi inutilizzato per 10 giorni; lo scarico del lavandino fissato male e che perde, anche questo intonso per una settimana; altri due cassetti arrivati graffiati e che verranno sostituiti; la cappa montata male che non aspira e la condensa che rovina subito i pensili della cucina.
Tra l’altro pur avendolo ordinato on line 13 giorni fa, attendiamo ancora fiduciosi, ma senza alcuna informazione precisa, il nostro nuovo frigorifero che arriverà insieme all’amica lavatrice.
Abbiamo atteso una settimana prima di avere la luce in casa. E’ stato romantico andare a dormire alle 20.45 e restare a parlare sul letto guardando la montagna che si vede dalla finestra della nostra camera, illuminata dalla Luna. Si, perché qui le finestre non hanno persiane o tapparelle e le nostre tende sono ancora nelle scatole.
Sempre al nostro arrivo abbiamo subito richiesto la linea telefonica ed internet e ci hanno dato un appuntamento con i tecnici della Telekom dopo 10 giorni. Il fatidico giorno in cui pensavo di rientrare in contatto con il mondo non si sono presentati, senza avvisare; troppo lavoro e pochi tecnici è stata la giustificazione e perciò abbiamo preso un nuovo appuntamento per domani, ma già hanno detto che forse chiameranno se non riusciranno a venire!!!!!
Per la macchina invece abbiamo preso appuntamento al TUV per la revisione necessaria prima del cambio targhe e hanno riscontrato un problema ai freni la cui riparazione essenziale ci è costata più di 1.000 euro e solo per la bontà del meccanico turco, molto gentile e professionale, che ci è stato consigliato da un amico italiano in comune.
Nel frattempo abbiamo dovuto pregare tre compagnie assicuratrici di non togliere ben 10 classi di rischio a Mr SOIG e alla fine ci ha aiutati un amico tedesco che ci ha indirizzati all’unico assicuratore che si è preso la briga di leggere per bene i documenti e forse perderemo soltanto una classe su 15. Naturalmente pur non avendo la top class pagheremo poco più della metà di quanto pagavamo in provincia di Roma. Abbiamo riportato la macchina al TUV e dopo aver verificato che il lavoro ai freni era stato effettuato, ci hanno rilasciato un documento con il quale abbiamo potuto radiare l’auto dal registro italiano e sostituito le targhe. Le abbiamo scelte con le iniziali del nostro pargolo e la sua data di nascita. Il prossimo fine settimana quando torneremo in Italia a riconsegnare le targhe e la dichiarazione del ritiro del libretto e del certificato di proprietà , sono curiosa di vedere se andrà tutto così liscio.
Il medico è in ferie, senza sostituto e perciò dovremo attendere ancora una settimana prima di poterlo conoscere ed iscriverci.
Intanto siamo stati negli uffici dell’assicurazione privata per la salute ed ora siamo coperti tutti e tre, grazie al lavoro di Mr. SOIG. A differenza di 10 anni fa, ora non si pagano più 10 euro ogni 4 mesi al medico di famiglia e per fortuna anche dagli specialisti non si paga, a meno che non si debba fare un lavoro importante ai denti, ma anche in quel caso è possibile stipulare un’assicurazione aggiuntiva che copra il 100%.
Due spedizioni punitive da Ikea nei fine settimana e la camera del piccolo sta prendendo forma; troverà tutto pronto e sistemato.
Abbiamo preso anche il mobile del bagno che però potremo fissare alle piastrelle solo se gli stop verranno inseriti nelle fughe…ok, sarà fatto Baugrund.
Il 1 settembre Mr SOIG ha iniziato il suo nuovo lavoro. E’ un punto di partenza, perché sia lui che i suoi superiori, si sono resi conto che le sue capacità sono molto più elevate per la posizione che occupa e con il tempo arriverà il compito giusto. Intanto è stato assunto e non era assolutamente facile o scontato. Riesce ad essere a casa 5 minuti dopo aver finito di lavorare e dopo tanti anni passati a perdere tempo e vita sui treni, questo è a dir poco fantastico..

Io che mi sdraio sul letto e guardo fuori dalla finestra e dico” Non è bello guardare le mucche al pascolo su quei prati verdi? Arriva addirittura il suono dei loro campanacci al collo e lo scrosciare dell’acqua del torrente!”.
Lui che la sera, nella stessa posizione, mi dice” Si, è bellissimo e da qui oltre ai pascoli, la notte possiamo vedere il cielo pieno di stelle”.
Sarà stupido, troppo romantico, puerile, ma stasera a me basta questo per dimenticarmi di tutti gli inconvenienti e pensare che, forse, abbiamo fatto la scelta giusta.