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LA PARTENZA E L’ARRIVO

 

 

Abbiamo chiuso a doppia mandata la porta e saliti in macchina.
C’era agitazione per  IL viaggio che ovviamente ricorderemo per sempre, ma nel salire la rampa con il bagagliaio stipato con la nostra vita urgente, ci è venuto da piangere.
Per paura, quasi quella fosse una rampa di lancio per una nuova ed ignota vita.
Per i ricordi, che all’improvviso nella frazione di un secondo sono tornati in mente e nel cuore come un lampo.
Per l’emozione, in quel momento abbiamo realizzato che tutto il sogno stava prendendo forma e che non si tornava più indietro.
Mi ha ricordato la sensazione che si prova distesi con il camice sulla barella, con l’ago della flebo già attaccato e l’incombenza di un intervento chirurgico; quando sei in anticamera e i tuoi familiari ti immaginano già sotto i ferri, mentre tu aspetti minuti interminabili prima di essere trasferito su quel tavolo freddo. Sai benissimo di dover fare quel passo, che dopo starai meglio, tremi per la paura e per il freddo e istintivamente vorresti scappare via e gridare che hai cambiato idea e che non ce la fai. Invece, razionalmente decidi di rimanere, di mantenere la calma, tanto il “problema” ce l’hai dentro di te ed è inutile fuggire; ti dici che andrà tutto bene perché non c’è più nessuno a dirtelo, ma solo persone sconosciute che lavorano su di te.
La sensazione di ineluttabilità mi accompagna in questi pochi metri che dividono il garage dal cancello esterno; partiamo veramente con le lacrime agli occhi, anche se l’abbiamo fortemente voluto; non è facile, non è stato facile immaginarlo ed organizzarlo, ma ora non lo è per niente realizzarlo.
Non è un addio, ma un arrivederci eppure ho avvertito distintamente il fruscio di una pagina della nostra vita ormai voltata per sempre.
Siamo arrivati di pomeriggio con la pioggia e 20 gradi in meno rispetto alle temperature italiane.
La mattina eravamo vicino Roma, sudando già alle 7 di mattina. Siamo passati davanti alla nostra nuova casa, ma non siamo potuti salire perché non avevamo ancora le chiavi e abbiamo potuto vederla solo il giorno seguente.
Hanno rinnovato l’intero appartamento ed eravamo impazienti di vedere i lavori ultimati.
Dopo due giorni sarà la volta del camion con le nostre cose.
Intanto bisogna andare in comune per la registrazione, al TUV per il cambio delle targhe, poi all’AOK per l’assistenza sanitaria.
In questi giorni alloggeremo in albergo.
Insieme alla ditta di traslochi, incontreremo anche la responsabile dell’istituto che si occupa delle case e che ci farà firmare il contratto definitivo.
A quel punto saremo ufficialmente affittuari, anche se in realtà è da un po’ che abbiamo già pagato cauzione e mese in corso.
Dovremo andare anche a richiedere la certificazione della fedina penale pulita di Mr SOIG. da consegnare il primo giorno di lavoro.
Per fortuna nostro figlio è potuto rimanere a casa dei nonni vicino al confine ed eviterà il trambusto di questi giorni. In più resterà un mese con loro e potrà fare un un corso intensivo di tedesco e potrà iniziare la scuola con una certa base linguistica, senza partire proprio da zero. La scuola ha spedito i libri per permettergli di mettersi in pari con i programmi dell’anno scolastico appena trascorso; abbiamo già potuto verificare che il nostro piccolo non è affatto indietro rispetto ai suoi futuri compagni di classe.
Credevo che sarei impazzita di gioia all’arrivo ed invece sono stordita dal sonno, dalla stanchezza, da alcune delusioni che inevitabilmente hanno fatto il loro arrivo, come avevo letto in diversi blog di expat. Persone che non ti aspettavi che non gioiscono con te, altre che spariscono, altre ancora che sembrano rimanerci male che alla fine hai trovato un lavoro e non parti allo sbaraglio.
Te lo aspetti dai conoscenti, dai vicini antipatici, ma non dai parenti o da persone speciali. E’ così e basta. Devo accettarlo.
Troppe emozioni, troppa stanchezza, troppe lacrime per i saluti.
Quando domani mi sveglierò nel paese in cui ho sognato di ritornare negli ultimi 10 anni, dopo qualche ora di riposo, forse realizzerò che ce l’abbiamo fatta, malgrado quei mancati saluti e quei sorrisi smorzati, quelle difficoltà che sembravano insormontabili e tutto il lavoro fatto per spostarci qui.
Resteremo alcuni giorni per attendere il camion del trasloco, torneremo in Italia dai nonni e poi ritorneremo qui per preparare la nostra nuova casa.
Ricominciamo. Start over in Germany. Nuova vita, nuovo Paese.
Per adesso non c’è posto, tempo ed energia per le delusioni, la tristezza e la malinconia.

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2 pensieri su “LA PARTENZA E L’ARRIVO

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