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FAREWELL

Ho imparato a non rispondere, o meglio a farlo lasciando l’interlocutore con la propria curiosità insoddisfatta.
Prima a qualunque domanda pensavo di avere il dovere di rispondere dando fino all’ultimissimo particolare, perché omettere mi sembrava scortese.
Le persone in realtà, specialmente i conoscenti, ti fanno domande e spesso neanche ascoltano la tua risposta.
In questi ultimi giorni in Italia però, le orecchie sono ben aperte e tutti sono molto interessati.
Quanto pagate di affitto? Quanto guadagnerà tuo marito? A quanto avete venduto la macchina? Quanto ti costa il trasloco?
Tutto si riconduce ai soldi, quando invece per noi ciò che ha più valore in tutto questo è la libertà, le nuove opportunità, il senso di appagamento per la realizzazione di un progetto ardito, che nessuna cifra scritta su un assegno, potrà mai acquistare. In pochissimi si sono interessati ai nostri sentimenti, sensazioni, speranze e paure.
Chiaramente non mi metto a riflettere ad alta voce sulla mia vita con tutti coloro che, invece, insistono per conoscerle quelle cifre.
E allora divago, tergiverso, sorvolo, non mi sento più in colpa e riesco a distinguere chi è veramente interessato a ciò che stiamo facendo, da chi è soltanto curioso e magari mentre ci sorride e ci fa gli auguri, pensa o spera che la vita ci dia una bella lezione e ci faccia capire quanto siamo stati stupidi nel credere nei sogni.
C’è chi insinua continuamente che tuo figlio, in realtà, non sia così contento di partire e te lo fa notare fino all’ultimo giorno.
Chi pur essendo un’ ex amica si offende perché non sono andata nell’ordine a 1) chiedere a lei il permesso di espatriare; 2) raccontare tutto per filo e per segno quello che ho intenzione di fare; 3) salutarla come se fossimo ancora vicine.
L’ amica di mia madre che mi saluta e mi dice ‘ Buon divertimento!! ‘, come se andassi in ferie a Winter Wonderland.
Il buon artigiano di fiducia che si preoccupa per gli attentati che saremo costretti a subire in Germania, mentre qui saremmo stati così tranquilli…come no!
La mamma che mi abbraccia forte; senza neanche parlare, ci stringiamo in silenzio e piangiamo.
Alcune mamme dei compagni di classe di nostro figlio organizzano un saluto al bar e alla fine si forma una lunga tavolata per dirci ciao.
In un pub con due amiche vicine; tra una lacrima e una risata,, per tutta la sera ascoltiamo una raccolta di Dalla che canta ” Caro amico ti scrivo….”, “Ciao” e tutte canzoni che non potrò più ascoltare senza ripensare con malinconia a quella serata.
Il migliore amico little SOIG e la sua famiglia hanno organizzato il loro trasloco in Gran Bretagna in una settimana e dopo un anno passato a parlare del nostro trasferimento, ci siamo salutati in fretta e furia, con troppe cose non dette e troppo tempo non trascorso insieme, e sono partiti prima di noi.
Hanno trovato casa in Sunnyside Road e già questo mi fa pensare che andrà tutto bene.
Gli ex colleghi di Mr SOIG che non siamo riusciti a salutare di persona, vengono contattati per telefono e restano stupiti.
C’è anche chi non ci ha salutati volontariamente.
La cena festosa con gli amici più stretti. Avevo paura di piangere ed invece è stata tutta una risata fino alle 3 del mattino. Forse perché sono gli amici veri e seppur tristi per la partenza, sono realmente felici per noi.
E intanto di là gli operai della ditta di traslochi finiscono di impacchettare la nostra vita. Ieri durante il primo giorno del loro lavoro ero euforica; oggi invece sono apatica e nostalgica, forse perché so che oggi finiranno e non si tornerà più indietro.
Comunque ho imparato che la vita degli expat è così: il giorno che decidi di andare via, compri un biglietto per un giro perpetuo sulle montagne russe emozionali.

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3 pensieri su “FAREWELL

  1. Ma quando partite? leggerti mi mette una certa fretta nel cuore, come quella che provavo 2 anni fa. Non curarti degli altri, di cio` che sono disposti a convertire in denaro. Quello che state vivendo non è un momento da lasciar sciupare. Vi auguro, ancora, tutta la fortuna del mondo!!

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  2. Le stesse cose che abbiamo provato noi prima della nostra partenza per la Spagna quasi 3 mesi fa…veder portar via quegli scatoloni con tutta la tua vita dentro fa un effetto che non è facile esprimere..così come non mi spiego le persone come fanno ad interessarsi solo alla superficie delle cose e a non interessarsi davvero dello stato d’animo, dei sentimenti e di quello che uno prova quando prende una decisione così importante…
    Buona vita ed in bocca al lupo 😉

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