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MOVING

Sono riuscita ad uscire dalle sabbie mobili in cui ero caduta ed ho ricominciato a fare.
Oggi ho spedito il contratto per l’affitto della casa in Germania. La responsabile ci ha inviato il contratto da firmare e le coordinate bancarie per inviare la cauzione ed il primo affitto. Appena lo riceveranno daranno inizio ad una ristrutturazione completa e per quando arriveremo sarà pronto. Sembra quasi impossibile.
Davanti all’ufficio postale ho provato una sensazione di sgomento, mi sono fermata. Poi ho preso un bel respiro e sono entrata. In quel momento ho realizzato che stava succedendo per davvero; durante l’attesa in fila ho iniziato ad emozionarmi al pensiero di vedere in diretta live come si realizzano i sogni e poi…mi sono svegliata e sono tornata alla realtà.
Non avevano la ricevuta di ritorno per la raccomandata internazionale; vabbè, mi fido (delle poste tedesche) e spedisco ugualmente. Vorrei pagare con il bancomat, ma la simpatica impiegata mi dice che è impossibile visto che non ho il postamat. Le faccio osservare in modo pacato che in un altro ufficio della periferia di Roma, ho sempre pagato le bollette con questo metodo. Anziché pensare che forse esista una realtà diversa fuori dal suo piccolo ufficio, mi dice che hanno sempre sbagliato a farmelo fare e che se poi andasse storto qualcosa…lasciando appesa lì la frase, come se l’uso del mio bancomat fosse pericoloso quanto accettare un assegno scoperto o una carta di credito clonata.
Non insisto, non ho voglia di discutere e mi arrendo.
Ho accompagnato mia madre alla stazione. Il treno come di consueto era in ritardo; il motivo di oggi era un guasto tecnico due stazioni più avanti. Questo ha causato un’attesa di 45 minuti e naturalmente la perdita di tutte le coincidenze. Anche qui mi arrendo e attendo con lei, così come le altre cento persone che oggi ritarderanno a lavoro, ad un appuntamento o semplicemente perderanno, loro malgrado, del tempo prezioso, rassegnate di fronte a qualcosa che, a causa di scioperi, guasti, furti di rame, assenteismo o ritardi, accade purtroppo ogni giorno.
Alla fine della mia lunga mattinata sono andata a scuola di nostro figlio a chiedere il nullaosta e mi hanno detto che dovrò tornare ancora una volta.
Utopia credere di ottenere un pezzo di carta semplicemente facendone richiesta. Dovrò tornare domani.
Questi tre episodi accaduti in una sola mattina mi ricordano che sono stanca di arrabbiarmi ogni volta che entro in contatto con un ufficio e di abbassare la testa, arrendendomi di fronte alla superficialità e all’incompetenza. Ti fai il sangue amaro e ti rovini il fegato in quel momento, con quella persona e poi ne incontri altre cento in altri ambiti e sembra una battaglia inutile, senza fine e senza senso.
Ieri abbiamo trascorso l’intera giornata in compagnia di cari amici che ci supportano in questo progetto e ho provato tristezza all’idea di lasciarli, ma ho stretto i denti e ricacciato indietro le lacrime, perché il desiderio di una vita diversa è diventato troppo forte per essere ignorato e adesso non mi voglio arrendere.

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