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LA SFIDA PIU’ GRANDE

Dopo aver letto i risultati delle registrazioni dell’holter, il cardiologo mi ha guardata e mi ha chiesto :” Signora, ma lei è stressata?” 😀 😀 😀
Nulla di grave per fortuna; dice che passato questo periodo, tutto dovrebbe tornare normale: il mio cuore riprenderà a battere in modo costante, cioè senza più palpitazioni o pause indesiderate.
E’ arrivata la mail del nostro amico che vive in Germania. Il Gymnasium ha accettato la candidatura di little SOIG e saranno felici di averlo come nuovo allievo.
Frequenterà la classe sesta e avrà lo status di guest student per due anni, ovvero non verrà interrogato e non verrà valutato, dandogli il tempo di imparare la lingua, ma al termine del primo anno dovrà sostenere un esame di inglese, francese e matematica per verificare le sue capacità e per poter continuare a frequentare la stessa scuola. Quindi dovrà iniziare ad imparare il francese che non ha mai studiato prima, mettersi in pari con il livello di inglese dei suoi futuri compagni ( hanno programmi simili, ma a quanto pare i ragazzi della sua età sanno già conversare ) e proseguire con i programmi di matematica, ovviamente tutte le materie saranno spiegate in tedesco, lingua che non conosce affatto.
Al termine del secondo anno scolastico invece, dovrà sostenere un esame di tedesco e gli verrà chiesto di scrivere e parlare come un ragazzo tedesco.
Impresa titanica.
E’ sempre stato il primo della classe ed invece nella sua nuova scuola sarà l’ultimo arrivato, quello che non capirà cosa diranno e che non potrà essere valutato.
Ricomincerà da zero anche lui.
Forse lo stiamo mettendo di fronte ad una sfida troppo grande. E se invece ce la farà? Di sicuro tra due anni saprà parlare e scrivere in tre lingue, se non quattro. Sappiamo quanto vale e noi non abbiamo dubbi sulla sua riuscita; non sarà per niente facile e noi saremo al suo fianco.
Dopo aver consultato decine di siti di agenzie immobiliari, forse abbiamo anche trovato un appartamento. E’ luminoso, spazioso ed è identico a quello in cui abitammo 10 anni fa e questo è fantastico. Sembra di riprendere un discorso lasciato a metà.
Ora comunque la situazione è completamente diversa, ma allo stesso tempo ci dà una sicurezza che non tutti gli expat possono avere. Conoscere già il posto in cui si andrà a vivere e trasferirsi in una casa simile a quello che è già stato un nido in passato, ci fa sentire meno l’incertezza e il timore per il futuro. Ritroveremo i luoghi in cui abbiamo imparato ad amare quelle montagne, avuto il nostro primo figlio, e dove ho pianto ininterrottamente perché dovevamo rientrare in Italia.
Devono solo rispondere alla nostra mail per darci conferma. Quando sarà tutto formalizzato inizieremo a svuotare ogni stanza della nostra attuale casa per scegliere cosa portare, cosa lasciare e cosa buttare. In fretta, perché stanno per partire con la raccolta differenziata anche qui. Imparammo a suddividere i rifiuti proprio in Germania nel 2003, anche i colori del vetro, tra bianco, verde e marrone, mentre qui ancora dobbiamo iniziare a distinguere tra umido e secco.
Poi inizieremo a farci fare dei preventivi per il trasloco.
Le tende che avevo per le grandi finestre del salotto ce le ho ancora piegate in una scatola sotto il letto e potrò rimontarle : ) Vivremo in un paese a 900 metri sul livello del mare, dove arrivano treni cari, ma puntuali e puliti; con la fermata del bus per la scuola di fronte casa, mentre qui dobbiamo percorrere 2 km in auto solo per raggiungere il centro abitato e sperare che il bus passi; dove già allora avevamo una linea internet velocissima, mentre qui paghi per avere tanti giga, ma in realtà ne hai solo 7 e sei fortunato se hai la connessione.
Sarà come tornare nel passato.
La Germania non è però un mondo fatato. Non è l’errata convinzione che possa esserlo a spingerci a tornare, ma la speranza di poter fare ancora qualcosa, mentre qui, alle soglie dei 50 anni, sei ormai da buttare. Mi fa anche un certo effetto scrivere 50…ci vedo ancora come due ragazzini e il fatto che tra una settimana Mr SOIG sosterrà l’esame per diventare pasticcere, me lo dimostra!
E mi ritornano in mente le parole del nostro amico P. : il successo è una porta larga, possono passare in tanti, ma è molto bassa e per attraversarla, è necessario abbassarsi e non tutti vogliono farlo.
Ricominceremo da zero tutti e tre, ripasseremo dal via, come nel gioco dell’Oca, ma conosciamo già le regole per partecipare e chissà…magari, vinceremo.
In ogni caso, daremo un sicuro vantaggio a nostro figlio, qualche pedina in più e seppure dovesse vincere soltanto lui, per noi sarà comunque,un clamoroso successo.

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