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PRENDI I SOLDI E SCAPPA

Devo impegnarmi per quantificare l’incentivo all’esodo da richiedere al datore di lavoro ed andarmene prima di cadere nella spirale della cassa integrazione. E’ una sensazione strana quantificare il valore delle aspettative deluse, gli anni di sacrifici inutili, la professionalità acquisita e buttata via, in base a tabelle fredde e asettiche che ti pongono in una certa fascia in base agli anni di anzianità di servizio, età anagrafica, coniuge o figli a carico.
Devo farlo per andare ad intavolare la mia ultima e più importante trattativa solo che, stavolta, quello che riuscirò a recuperare andrà direttamente nelle mie tasche.
Farò leva sul loro senso del dovere e di colpa sapendo di avere davanti, anziché uno dei miei (pochi) ingenui ed onesti clienti, coloro che mi hanno insegnato ad essere fredda ed impassibile di fronte alla dichiarazione di difficoltà economiche e altre problematiche.
Dovrò dimostrare tutto quello che ho imparato ed anche di più, perché con loro tratterò ad armi pari e non da una posizione di vantaggio, come ho sempre fatto in questi anni, avendo a che fare con perfetti sconosciuti.
Ci guarderemo negli occhi e dovrò dare il mio prezzo e loro mi diranno che è troppo alto e cercheranno di sminuirmi e dovrò avere il sangue freddo di controbattere e rilanciare.
Alla fine avrò una cifra che non risarcirà il danno e la beffa, ma la userò per essere più tranquilla quando arriveremo in Germania; quindi, alla fine anche loro avranno inconsapevolmente partecipato al nostro progetto.
Solo che non riesco a sentirli parte delle mie decisioni; vorrei far pagare loro il fatto di aver visto mio figlio per una sola ora al giorno, al mattino, per tantissime settimane durante gli ultimi 6 anni. Tornavo a casa alle 21.45 e lo trovavo già addormentato nel suo lettino e mi sentivo in colpa per questo, per soli 4 euro netti all’ora, mentre avrebbero dovuto pagarmi almeno il doppio. Cosa siamo stati costretti ad accettare pur di avere un impiego….
Ci siamo fatti convincere che fosse l’unica scelta possibile e che fuori non ci avrebbero mai offerto di più, anzi non avremmo mai trovato un altro straccio di lavoro. Negli anni abbiamo fatto nostra l’idea di non meritarci di meglio, che in nessun altro posto avremmo avuto un’opportunità migliore di questa ( 😀 ahahaha.. che amarezza.. ).
Se cercheranno di fare la cresta sulla mia cifra, dovrò concentrarmi su quella che ritengo la rinuncia più grande che mi abbiano costretta a fare con la prospettiva di un futuro migliore: abbassare la percezione del valore del mio tempo.

Questo non lo permetterò più a nessuno.

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