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Cambiamenti

Alle soglie dei cinquant’ anni, con lo spirito di trenta e gli acciacchi dei quaranta, abbiamo preso il coraggio nelle mani e deciso di rimetterci in gioco, ricominciando da zero.
In teoria avremmo potuto crogiolarci in questa vita e arrivare insoddisfatti e pieni di rimpianti alla pensione ( pensione? what’s pensione?), continuando a percepire i nostri stipendi sicuri e togliendoci qualche capriccio. In pratica poi, la vita ci ha dimostrato che quando credi sia tutto tranquillo, dietro l’angolo ti aspetta una tempesta.
E tutto il resto?
Nostro figlio, prima di tutto.
Cosa sogniamo per noi e per lui?
Vogliamo ancora sperare in un futuro migliore; impossibile farlo, vivendo in un Paese che di speranze non ne lascia più.
Le cose intanto sono iniziate a cambiare sostanzialmente: attendo il licenziamento pur dovendo continuare ad andare in ufficio per i giorni previsti per legge e quindi adesso la prospettiva è completamente diversa.
Ora il nostro piano B comincia ad avere i connotati dell’unica scelta possibile.
Se avevamo deciso di mollare tutto con due stipendi sicuri, figuriamoci con un prepensionamento forzato e con una disoccupazione alle porte!
Stiamo procedendo a passo veloce verso la nostra mèta.
Ad oggi non abbiamo ancora una casa in cui andare a vivere, né un lavoro in Germania.
Attendiamo gli sviluppi e appena sarà possibile, daremo il via ai nostri amici per iniziare la ricerca.
Intanto nostro figlio frequenta la scuola e per lui è davvero difficile non dire nulla ai suoi amici, ma gli abbiamo dato la consegna del silenzio almeno fino a quando non sarà tutto ufficiale. Come negli anni passati, si sta impegnando tanto e si gode tutte le attività extra-scolastiche, conscio che sarà l’ultimo anno in Italia. Il sabato e la domenica cerchiamo di fargli frequentare i suoi amici.
Little SOIG è entusiasta della nuova scuola di cui gli abbiamo parlato e della possibilità di imparare in poco tempo una nuova lingua, anzi due. Forse perché in questi anni siamo andati spesso in vacanza in quei posti, crede che sarà tutto semplice e spensierato. Gli ripetiamo che non sarà così, ma senza insistere troppo e sovraccaricare il suo cuore impavido di undicenne, di paure ed insicurezze.
Siamo una squadra e insieme lotteremo per conquistarci il nostro nuovo futuro, ma ora che si avvicina il momento di concretizzare e non solo fantasticare, iniziano a tremarmi le gambe.
Poi per non farci abbattere dalla paura per l’ignoto, basta accendere la tv e sintonizzarla su un qualunque telegiornale per essere convinti invece, dallo sconforto per la realtà odierna, che stiamo prendendo la decisione più giusta; svanisce ogni dubbio e pensiamo che, forse, serve più coraggio per restare.

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2 pensieri su “Cambiamenti

  1. Come non rivedermi dentro a queste tue parole! Mi hai catapultata a poco più di due anni fa, quando ero io su quella linea di confine, pronta a a muovere i primi passi per oltrepassarla. Conosco bene quel tremore e credo di capire le tribolazioni del tuo cuore, quando guardi tuo figlio e il senso di responsabilita ti schiaccia inesorabile. Le mie preoccupazioni piu grandi sono state sempre rivolte a mia figlia, la piu grande. Ho sempre temuto di stare sbagliando, imponendole una vita più complicata, in cui si sarebbe trovata a dover ricominciare tutto inspiegabilmente da zero, lei che a 9 anni, aveva gia´ il suo micro cosmo sociale, le sue deboli sicurezze, le sue solide certezze affettive. Se puo´ aiutarti ad alleggerire il carico di preoccupazioni, posso dirti che i miei figli mi hanno insegnato che i bambini hanno delle risorse straordinarie, e se la cavano alla grande, molto meglio di noi. Vi auguro di sistemare tutto e di iniziare spensierati questa vostra nuova avventura!!

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  2. Grazie Giovanna! Il primo pensiero infatti sono i figli che subiscono l’espatrio anche nel caso in cui partecipino entusiasti alla decisione ( come è successo a noi ), ma naturalmente ignorando tutte le complicazioni e le paure che invece i genitori devono affrontare con il sorriso, in modo da infondere in loro coraggio, anche quando non ne abbiamo neanche per noi.

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