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QUANDO PRENDI UNA DECISIONE, L’INTERO UNIVERSO GIRA PER PORTARTI VERSO QUELLA DIREZIONE. ANCHE IN MODI INASPETTATI

Abbiamo sempre preso le decisioni più importanti in movimento: su un treno per Venezia decidemmo di sposarci e durante un viaggio in auto, prendemmo la decisione di ricominciare da zero in Germania.
La situazione lavorativa di Mr SOIG si stava complicando, ma io infondo avrei potuto sfruttare il mio fresco contratto a tempo indeterminato per avere una certa serenità ed assicurare un’entrata alla famiglia. Pregustavo la sensazione di comunicare verso l’estate la mia decisione di prendermi tutte le ferie prima delle dimissioni, dopo che per anni avevo potuto, sempre e solo, usufruire di 11 giorni lavorativi nei mesi estivi e al massimo 3 giorni durante le vacanze natalizie.
Avrei annunciato a tutto l’ ufficio che sarei andata via, senza dare spiegazioni o raccontare nulla dei nostri programmi, perché non lo meritavano e perché non ce n’era bisogno. Mi sarei fatta preparare una bella lettera di presentazione da utilizzare, magari opportunamente tradotta, anche in Germania.
A 3 giorni dalla scadenza dei contratti determinati, data in cui ci aspettavamo sia dei licenziamenti che delle stabilizzazioni, così come avveniva ad ogni rinnovo, la società ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti gli 81 lavoratori della mia sede.
Quindi tutte le storielle del traguardo raggiunto con il tempo indeterminato a 44 anni, della tiepida soddisfazione e della maggiore sicurezza, vanno a farsi friggere.
Tutti a casa.

All’improvviso, quei denti stretti per raggiungere quel contratto diventano un ghigno, una beffa.
Ho provato l’ebbrezza di essere stabilizzata a tempo indeterminato per soli 6 mesi, da luglio a gennaio. Sigh. Stop. Fine.
Ho visto gli occhi attoniti di chi ci lavorava da 18/15 anni ed altri confusi e disperati.
Io, che in cuor mio so che li avrei comunque lasciati in estate, sono rimasta esterrefatta per il modo nel quale ci hanno comunicato la chiusura, senza neanche una riunione, senza neanche una parola, un preavviso, ma con un telegramma.
Via, buttati come un fazzoletto usato e senza neanche guardarci in faccia.
Ci hanno detto che un’eventuale lettera di referenze sarà oggetto di trattativa. Come, scusa? Ho lavorato 7 anni per te e per scrivere al mio nuovo potenziale datore di lavoro, pretendi che io rinunci ai soldi che mi spettano? Assurdo!
Il modo in cui si sono liberati di noi mi ha dato la nausea, ma per fortuna abbiamo già la mente impostata sul piano B. Gli altri invece….
Eccola l’Italia che si sta riprendendo, quella in cui i segnali di ripresa parlano di aumento dei contratti a tempo indeterminato, specialmente per le donne.
Tutta una farsa.
All’improvviso il desiderio di andare via, si è trasformato in voglia di fuggire: in un posto dove ( come mi disse la mia amica Patrizia ), vivere onestamente e mettere l’anima in tutto, non sia inutile.

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