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L’UOMO PROFITEROLE

Mr SOIG è un uomo della Patria.
L’ha servita per tanti anni da quando si arruolò una trentina di anni fa. Decise di costruirsi un futuro molto lontano da casa, dalla famiglia e dalla sua stessa natura. Lui, nato in mezzo alle montagne, scelse di andar per mare e quindi accettò lunghissimi periodi di nostalgia di casa e degli affetti, vita dura. Tanti Natali, tanti compleanni trascorsi da solo.
Questa però era la carriera che voleva e che sognava e non c’era niente che desiderasse di più, anche se, per la sua costituzione fisica, ho sempre pensato che fosse poco adatto a quei luoghi angusti.
Dormire con 37 persone o salire e scendere gradini, comodi solo per un piedino da Cenerentola, non era certo semplice per un uomo come lui. Ed infatti, una mattina presto, fu proprio uno di quei gradini discesi in fretta a tradirlo e a cambiare tutto il suo futuro.
Si era da poco classificato primo ad un corso di specializzazione su base nazionale ed aveva raggiunto un grado di professionalità eccellente, ma per una banale caduta ebbe un gravissimo danno fisico e tutto cambiò improvvisamente. Non riuscì a camminare per mesi, sbagliarono diagnosi, minacciarono di mandarlo via se non avesse ripreso al più presto il lavoro.
Con molta fatica si rimise in piedi, ma complice il trattamento subito, la sofferenza e l’immobilità, tutto il suo fisico ed il morale ne pagarono le conseguenze. Gli dissero che non poteva più navigare e lo mandarono a contare forchette in una caserma vicino casa.
Decise allora di rialzare la testa e quando gli comunicarono che avrebbero annullato tutti quei traguardi raggiunti e che avrebbe dovuto ricominciare  daccapo, cambiandogli categoria, non si tirò indietro.
Andò a frequentare un nuovo corso di tutt’altra specie, da tecnico ad amministrativo e la paura di non essere tagliato per un lavoro da scrivania, dopo tanti anni di mani e tute sporche, lo attanagliava. Al termine del corso però, si piazzò nuovamente tra i primi in tutta Italia e lo spedirono nella Capitale a lavorare in ufficio. Allora abitavamo a 100 km da Roma e per raggiungerlo impiegava 5 ore tra andata e ritorno, ne lavorava 8 e a volte si tratteneva anche per lo straordinario.
Tutto questo ed le sue capacità personali, gli consentirono di ottenere un grandissimo traguardo e cioè di poter fare un’esperienza lavorativa all’estero per 3 anni. Tornato, venne di nuovo destinato ad un ufficio di Roma, e pur vivendo a soli 40 km di distanza anche questa volta per raggiungerlo impiegava 5 ore ( ma questo dipendeva dall’efficienza e puntualità dei mezzi di trasporto romani..).
Iniziarono a fargli fare dei controlli sanitari periodici sempre più frequenti ed ogni volta si sentiva sotto accusa per un disagio provocato dal servizio stesso e così andò avanti per anni. E arriviamo ai giorni nostri.
Mr SOIG che viene di nuovo trasferito, questa volta per sua richiesta, per stare più vicino a casa e passare meno tempo sui treni e sugli autobus. I controlli si fanno sempre più frequenti, così come le minacce di riformarlo.
Finché non decidono definitivamente di congedarlo.
Malgrado lui si commuova ogni volta che ascolta l’inno d’Italia, malgrado tutti i sacrifici e il lavoro prestato, rivoltato come un calzino, vede tutta la sua carriera definita con un timbro. Avrebbe voluto rimanere in servizio per gli anni che ancora restavano per andare in pensione, ma hanno deciso che non è possibile e che non hanno più bisogno di lui. Avrebbe potuto intraprendere una battaglia legale per restare, ma ha desistito.
Ora mancano le ultime carte, gli ultimi referti, gli ultimi conteggi e poi sarà un giovane pensionato, suo malgrado.
Dalla Patria ha avuto tanto. Una fantastica carriera, uno stipendio sicuro, opportunità professionali importanti, ma ha anche dato tantissimo, molto di più: la sua salute.
Quella stessa Patria adesso, nella logica del risparmio e dei tagli, rifiuta e congeda un uomo che nell’esercizio del dovere, ha avuto un infortunio e per le sue conseguenze, viene allontanato, rifiutato. E non conta l’esperienza, il fatto che sappia parlare tre lingue, le sue conoscenze informatiche e il suo altissimo senso di responsabilità. Fine.
Noi amiamo l’Italia e decidere di andare via non è stato facile. Ci abbiamo provato a restare, per metà delle nostre vite, ma adesso che abbiamo deciso, tutto ciò che accade intorno, ci dimostra che stiamo facendo la cosa giusta.
E a questo punto Mr SOIG non può di certo mettersi in pantofole prima dei 50 anni. Si reinventa, si rimette in discussione ed ancora una volta, ricomincia da zero, si crea un’alternativa e mi dimostra la sua grandezza.
A vent’anni mi faceva ridere con questa battuta, ma adesso ho capito che è così.
Mr SOIG è un uomo profiterole: dolce, con le palle. E mai come adesso questa definizione sembra fatta su misura per lui. Dopo essere stato tecnico specializzato di bordo, impiegato amministrativo, esperto di cerimoniale e aver gestito il personale, si dedica ora ad un’altra passione infinita, subito dopo il mare: la pasticceria.
Quante volte ho stirato la sua divisa bianca in questi anni ed ironia della sorte, mi ritrovo a stirare una nuova divisa bianca di tutt’altro genere.
Ha un talento tra sac a poche, creme, sfoglie, fruste e cioccolata. In questi anni ha coltivato un hobby, ha studiato decine di libri, provato e riprovato ricette, frequentato un corso professionale, fatto esperienze importanti, vinto concorsi e lo ha trasformato nel suo nuovo sogno da raggiungere.
Qui non potrebbe mai neanche immaginare di proporsi come pasticcere alla sua età e nessuno lo prenderebbe sul serio.

E allora scavalcherà le Alpi e cercherà di avere di nuovo successo con una giacca bianca, stavolta però senza gradi e stellette.
Il percorso non è stato affatto semplice. Dopo il corso teorico doveva trovare una pasticceria che gli consentisse di fare del tirocinio e ha dovuto prendere 8 porte in faccia prima che qualcuno gli consentisse di entrare per imparare sul campo gratuitamente. Figuriamoci se dovesse cercare lavoro! Tutti con una scusa: il laboratorio troppo piccolo, poca produzione, poco tempo, poca voglia di trasmettere ad altri l’arte del fare dolci. Alla fine ha trovato il suo maestro e sta portando avanti il suo stage.
Migliora sempre di più: al termine del corso, sosterrà un esame complicato, lo supererà, e stavolta non appunterà una medaglia sulla giacca, ma all’onore.

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