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Dove tutto è cominciato

Abbiamo trascorso 3 anni fantastici all’estero, dal 2003 al 2006, grazie al lavoro di Mr SOIG (Start Over In Germany ) che ci hanno segnato.

Siamo in tre in famiglia e siamo fortemente ed intimamente legati all’Italia. Non siamo esterofili a prescindere, e neanche apparteniamo alla categoria degli italiani lamentosi che poi non fanno nulla per migliorare il proprio Paese.

Il fatto è che in quel paese in Germania ci abbiamo lasciato il cuore e la mente e abbiamo impiegato anni per toglierci il peso della nostalgia dal cuore.
Ci tornavamo in vacanza per qualche giorno ogni 2 o 3 anni e nostro figlio non capiva perché ci si gonfiassero gli occhi di lacrime e si chiudesse la gola, ogni volta che passavamo vicino alla nostra vecchia casa. Troppo piccolo per comprendere, ma negli ultimi anni anche lui non vedeva l’ora di ritornare.
Noi ce l’abbiamo messa proprio tutta per ambientarci di nuovo in Italia e in questi 10 anni dal nostro ritorno, oltre a soffrire di una tremenda nostalgia, abbiamo comprato casa in un posto fino ad allora sconosciuto, lontano dalle nostre rispettive famiglie; fatto nuove amicizie; trovato per me un nuovo lavoro; ideato e portato avanti un grande progetto di volontariato che siamo riusciti a realizzare con l’aiuto di persone fantastiche, che da collaboratori sono diventati Amici.
Un grande sogno di una società di calcio in cui potevano giocare tutti i bambini con qualsiasi situazione economica e condizioni di salute.
In pochi mesi, grazie all’aiuto di tante persone, abbiamo riportato un campo praticamente abbandonato agli antichi splendori e fondato una onlus con più di 50 iscritti tra ragazzi e bambini; organizzato eventi e fatto partecipare 4 squadre al campionato.
Da presidente Mr SOIG, ha dedicato tutto se stesso e tutto il suo tempo libero, occupandosi degli aspetti amministrativi, burocratici, logistici e pratici, ed io l’ho supportato dando il mio contributo fisico e mentale, facendo da tesoriere, ma anche le pulizie dei bagni e il servizio di lavanderia per le divise dei giocatori. Un gruppo di persone che ha lo stesso sano obiettivo e che non ha interessi personali può arrivare lontano ed infatti avevamo tante persone eccezionali che lottavano insieme a noi per arrivare alla mèta.
Un sogno, da cui abbiamo dovuto risvegliarci e abbandonare.

Ci abbiamo investito tante energie, tempo e soldi e alla fine, coloro che hanno preso in mano ciò che avevamo iniziato, ci hanno addirittura incolpato di aver fatto tutto per chissà quale scopo. Un anno duro ed entusiasmante che alla fine ci ha lasciati sfiniti, delusi e calunniati.
Questa grandiosa avventura, conclusasi con un’altrettanta grandiosa delusione, ha in qualche modo influenzato le nostre riflessioni sull’opportunità o meno di trasferirci, in quanto ha acuito il senso di inadeguatezza e di sfiducia.

Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto, vissuto ed ottenuto con sacrificio e passione e, rispetto alla maggior parte delle persone che conosciamo, abbiamo una situazione lavorativa ideale. Ma oltre al fatto che sentirsi arrivati non è mai una buona cosa, visto che presuppone non avere più obiettivi e morire lentamente dentro, non abbiamo raggiunto la qualità di vita che sognavamo e soprattutto non crediamo che nostro figlio possa averla in futuro.

Abbiamo la sensazione di aver vissuto in un luogo dove ci sentivamo meglio, ci sentivamo a casa.
E’ strano che  la vita, dopo tanti anni trascorsi qui senza molte frequentazioni oppure poco edificanti, proprio l’ultimo anno ci abbia messo sulla strada persone a cui ora vogliamo molto bene.
Restiamo però convinti del nostro progetto di rimetterci in gioco e di inseguire i nostri sogni di un’esistenza meno complicata, con meno km da percorrere ogni giorno, meno stress, più tempo da trascorrere insieme e più opportunità per nostro figlio .
Ci mancheranno le nostre famiglie, le occasioni di festa e di incontro con gli amici, le nostre abitudini, ma la nostra vita ci chiama per un salto di qualità e non possiamo ignorare questo richiamo.
Ultimo treno per reinventarsi il futuro.
Il lavoro duro ed i sacrifici non ci spaventano. Sappiamo che non sarà facile, ma anche quello che siamo in grado di fare e se non lo facciamo ora, ce ne pentiremo per sempre.

I nostri genitori approvano questa scelta e sono i nostri più affiatati supporters. Sono tre nonni molto presenti nella vita di little SOIG, anche se vivono lontano da noi e sappiamo che continueranno ad esserlo anche quando saremo, di nuovo, in Germania.

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